Le erbe spontanee commestibili sono tutte quelle che vengono utilizzate come alimenti. Sin dai tempi remoti venivano sfruttate, soprattutto, per le loro proprietà uniche. Anche oggi si continuano ad utilizzare questi rimedi naturali, che apportano anche benefici. Infatti, tante erbe e piante hanno degli effetti sia sulla salute che sulla mente, vediamo in questa guida come riconoscerle e come cucinarle.


Come riconoscere le erbe selvatiche commestibili?


Le erbe spontanee ad utilizzo alimentare più comune sono tante, quali:

il tarassaco giallo;

la salvia campestre in fiori violacei;

il timo profumato;

l’amara vitalba;

la malva viola;

la ruchetta;

i papaveri;

i capperi;

la menta;

il cumino;

le ortiche;

origano.


Per poterle utilizzare in sicurezza, però, dobbiamo essere certi di averle riconosciute. Quindi, sarà consigliabile informarsi attraverso la lettura e lo studio di manuali appositi per le erbe. La raccolta va fatta sempre in luoghi appropriati, meglio evitare quelle che crescono lungo le strade asfaltate, questo a causa dell’inquinamento.


Quando raccogliere le erbe selvatiche commestibili?


Le erbe selvatiche sono utilizzate in cucina o anche per la preparazione di tisane, così come i rimedi officinali, oli e tinture, ma non solo. Vediamo come imparare a riconoscerle e beneficiarne. Partendo dalla distinzione tra erbe commestibili e non, dovremo fare attenzione a determinate differenze. Per quanto concerne tutte le piante che crescono in Italia, dovremo sapere che i periodi per la raccolta sono la primavera e l’autunno.

Per riconoscere il tempo di raccolta delle varie tipologie, ecco cosa sapere:

Radici: Inverno;

Fiori: Estate;

Cortecce: Inverno;

Foglie: Primavera.


I fiori, in generale, devono sempre essere colti in estate, questo perché la pianta avrà tutti i suoi nutrienti, dato che in estate conclude la sua funzione di riproduzione. Invece, durante l’inverno è possibile cogliere cortecce e radici. Le erbe spontanee devono sempre essere raccolte al mattino presto, quando risultano essere ancora bagnate dalla rugiada, che è stata fatta nella notte, così da avere maggiore vitalità. Il sole, al contrario, indebolisce foglie e fiori.


Come cucinare le erbe selvatiche commestibili


Quando si vorranno utilizzare le erbe di campo commestibili al fine di cucinarle sarà importante sapere, in base al tipo di erba, con quale metodologia cucinarla. Vediamo in ordine:

Il tarassaco, conosciuto come dente di leone, per un utilizzo commestibile si potrà inserire all’interno delle insalate. Le foglie vanno colte poco prima di preparare il pasto, altrimenti ingialliranno, è importante usare solo quelle piccole, dato che sono tenere e non amare. Altrimenti, si possono lessare in poca acqua, passarle in padella con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva, aglio e formaggio a piacere;

La salvia si può utilizzare per andare a insaporire le insalate, per le frittate, oppure semplicemente per friggerle in olio bollente e renderle pastellate;

Della malva si può utilizzare tutto: le foglie e i fiori potranno essere aggiunti alle insalate, ai minestroni, ma anche per frittate e risotti, altrimenti si possono utilizzare come la radice in erboristeria. Vanno scottate e ripassate in padella con uno scalogno e poi si possono usare per ogni tipologia di piatto;

L’ortica può essere utilizzata per i risotti, zuppe, sformati e non solo, ha un sapore ricco ed aromatico. Però, prima di raccoglierla è importante avere guanti e secchiello! Inoltre, l’ortica fa tanto bene alle donne, dato che è ricca di ferro e clorofilla, quindi si utilizza per contrastare l’anemia e rinforzare ossa e capelli. Può essere fatto un decotto come depurativo, ottima anche lessata per zuppe e minestre, ma anche per frittate e pasta;

La rucola selvatica, invece, la si trova allo stato naturale, ai bordi delle aree coltivate, ha un sapore più amaro rispetto a quella che viene coltivata e potrà essere consumata in insalate, patate lesse ma anche per il pesto;

Il timo limone è adatto a realizzare sia dolce che salato, le sue foglioline sono adatte per insaporire la carne e il pese pesce, ma anche le verdure selvatiche commestibili quali pomodori, melanzane, cavoli, zucchine, fagiolini e, infine, i peperoni. Si può utilizzare anche per condire le patate al forno, le verdure grigliate o i funghi in padella ed aumentare il sapore;

La menta si abbina bene con le verdure, meglio se vengono cotte e condite con aglio. Si adattano anche ai peperoni, melanzane grigliate marinate con aglio, menta e olio. Proprio la menta dà un tocco fresco soprattutto alle zucchine in scapece, esse si friggono in pochi istanti, basta aggiungere olio e aglio.